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Questo articolo esamina il concetto della minore e maggiore Jihad, e del suo ruolo nell'Islam.

Rivendicazioni_

Le due forme di Jihad nell'Islam sono talvolta spiegate dagli apologeti nel modo seguente:

  • Minore (esterno) jihad (al-jihad al-asghar); uno sforzo militare, ossia una guerra santa;
  • Maggiore Jihad interiore (al-jihad al-akbar); l'impegno del miglioramento personale contro i propri desideri;

Loro affermano che il "Jihad interiore" si riferisce essenzialmente a tutti gli sforzi che un Musulmano pu affrontare, nell'aderire alla religione. Per esempio, uno studio di scolari dell'Islam può essere uno sforzo intellettuale che secondo alcuni può riferirsi alla "Jihad."

Origini

Durante la vita del Profeta Maometto, e fino ad oggi, la parola 'Jihad' era, ed è, usata quasi sempre in senso militare.[1] Questa idea della grande o piccola jihad fu un successivo sviluppo originato dall'11th secolo nel libro "La storia di Baghdad", dello studioso islamico al-Khatib al-Baghdadiis, mediante Yahya ibn al 'Ala', che disse:

Ci è stato detto da Layth, dall'autorità di 'Ata', dall'autorità di Abu Rabah, dall'autorità di Jabir, che disse, 'Il Profeta (salallaahu 'alayhee wa sallam) dopo essere tornato da una delle sue battaglie,e a quel punto ci disse, 'siete giunti ad un eccellente arrivo, siete venuti dalla Piccola Jihad alla Grande Jihad - la lotta di un servo (di Allah) contro i suoi desideri.'[2]

Infatti, tutte le quattro scuole di giurisprudenza (Fiqh) Sunnita così come la tradizione Shiita non fanno assolutamente riferimento alla "maggiore" jihad, ma solo alla minore. Quindi prima di esaminare le prove contro la validità di questo hadith, è chiaro che il concetto della maggiore jihad non è ortodosso ed è un'eresia per la maggioranza dei Musulmani del mondo.

Analisi

Non-conformità con il Corano

Uno dei più importanti fattori della classificazione di un genuino hadith, è che deve essere conforme con ciò che è scritto nel Corano. Comunque, questo hadith contraddice direttamente gli insegnamenti del Corano.

___Not equal are those believers who sit (at home) and receive no hurt, and those who strive and fight in the cause of Allah with their goods and their persons. Allah hath granted a grade higher to those who strive and fight with their goods and persons than to those who sit (at home). Unto all (in Faith) Hath Allah promised good: But those who strive and fight Hath He distinguished above those who sit (at home) by a special reward,

Non-conformità con le maggiori collezioni di Hadith

In tutte e sei le maggiori collezioni di Hadith (Sahih Bukhari, Sahih Muslim, Dawud, al-Sughra, Tirmidhi e Ibn Majah), la jihad si riferisce quasi sempre alla "minore", riguardo lo sforzo fisico e non alla "grande" sforzo spirituale interno. Come ad esempio, ci sono circa 200 riferimenti alla jihad nella collezione di hadith più affidabile, Sahih Bukhari, ed ogni singolo riferimento presuppone che la jihad indichi letteralmente la guerra.

Questi falsi hadith non appaiono in nessuna delle più famose collezioni di hadith e sono incoerenti e non canvalidati con gli insegnamenti presenti nei (Mutawatir) sahih hadith. Alcuni di questi hadith affermano che combattere per la jihad è secondo solo alla fede in Maometto ed Allah, e che stare per un'ora nei ranghi di una battaglia è meglio che essere in preghiera per sessanta anni.

Inoltre, lo stesso Maometto rifiuta l'affermazione che la "grande" jihad è lo sforzo spirituale interiore, quando egli afferma che la migliore jihad è quella di un uomo il cui "sangue è versato e il suo cavallo è ferito".

E' stato narrato che Amr bin Abasah disse: “Sono andato dal Profeta a chiedere : ‘O Messaggero di Allah, quale Jihad è la migliore?’ Egli rispose: ‘(Quella di un uomo) il cui sangue è stato versato e il suo cavallo ferito.’”
Sunan Ibn Majah 2794
Era stato domandato, 'Oh messaggero di Allah!, quale atto è più eccellente?'. Egli(Sallallahu alyhi wa salam) rispose: "Un credente che si sforza nella via di Dio con se stesso e le sue ricchezze.[3]
Saheeh Bukhari 4/45
All'Apostolo di Allah gli fu chiesto, "Qual'è la migliore azione?" Egli rispose, "Di credere in Allah e nel Suo Apostolo (Maometto). L'interrogatore poi chiese, "Qual'è la successiva (nel bene)? EGli rispose, "Di partecipare alla Jihad (guerra santa) nella causa di Allah."
Rimanere per un'ora nei ranghi in una battaglia è meglio che rimanere in preghiera per sessanta anni.[3]
Saheeh related by Ibn Ade and Ibn Asakir from Abu Hurayrah 4/6165. Sahih al Jaami as Sagheer no. 4305
Un mattino o un pomeriggio spesi nella via di Allah è meglio rispetto a stare nel mondo stesso e di tutto ciò che contenuto.[3]
Saheeh al Bukhari 4/50 , agreed upon
Devo dirti chi ha la condizione migliore tra le persone? Colui che prende le redini del suo cavallo per fare la jihad per la causa di Allah
E' stato narrato nell'autorità di Abu Sa'id Khudri che il Messaggero di Allah (possa la pace essere su di lui) disse (a lui): Abu Sa'id, chi accetta Allah lietamente come suo Signore, l'Islam come la sua religione e Maometto come il suo Apostolo ha il diritto di entrare in paradiso. Egli (Abu Sa'id) rifletté e disse: Messaggero di Allah, ripetilo per me. Egli (il Messaggero di Allah) lo fece e disse: C'è un'altro atto che eleva la posizione di un uomo in Paradiso di un livello cento volte (maggiore), e l'elevazione tra un livello e l'altro è uguale all'altezza del paradiso dalla terra. Egli (Abu Sa'id) disse: Qual'è tale atto? Egli rispose: la Jihad nella causa di Allah! La Jihad nella causa di Allah!
Nell'autorità Rashid, nell'autorità di Sa'd (radiallaahu 'anhu), nell'autorità di uno dei Compagni, che un uomo disse, "Oh Messaggero di Allah! Perchè i credenti sono tutti sottoposti a giudizio quando saranno nelle loro tombe, ad eccezione dei martiri?" Egli (salallaahu 'alayhee wa sallam) disse, "Lo scontrarsi delle spade sopra la sua testa era la prova sufficiente per lui."[4]
Sahih al-Jam'i

L'importanza posta nella Jihad "fisica" nell'Islam è visibile in un sahih hadith che testimonia come Maometto si riferisca ai Musulmani che si rifiutano di combattere o di valutare di intraprendere la Jihad come degli "ipocriti".

E' stato narrato nell'autorità di Abu Huraira che il Messaggero di Allah (possa la pace essere su di lui) disse: colui che è morto ma non combattendo per la causa di Allah o non manifestando alcun desiderio (o determinazione) per la Jihad è morto da ipocrita.
Chi muore ma non ha combattuto (cioè, per la causa di Allah), o non ha sinceramente considerato combattere, morirà come al tempo della Jahiliyyah (l'era pre-Islamica dell'ignoranza era.
Jihad is made Obligatory
Sahih hadith, Tafsir Ibn Kathir

Punti di vista e ricerche degli Studiosi

Minore vs Maggiore Jihad Hadith

Gli hadith del "minore versus maggiore jihad" isnad (la completezza delle catene dei narratori e la reputazione individuale di ogni narratore all'interno della catena della tradizione orale) è stata categorizzata dagli studiosi come "debole" (da`if), e generalmente nella legge Islamica, solo gli hadith autentici (sahih) e buoni (hasan) sono usati per ricavare le regole. Gli hadith deboli non hanno valore per gli scopi della Shari'ah.[5] Gli studiosi Islamici moderni li hanno ulteriormente classificati come "maudu" (fabbricati/inventati), che significa che questa narrazione, per alcuni, non è assolutamente considerata come hadith.[6]

Dott. Abdullah Azzam:

[E'] infatti un falso, un hadith fabbricato che non ha alcuna base. E' solo un detto di Ibrahim Ibn Abi `Abalah, uno dei Successori, e contraddice le prove testuali e la realtà... la parola "jihad", quando menzionata da sola, significa solo combattere con le armi, come menzionato da Ibn Rushd, e su questo i quattro Imam concordano.[7]

Ibn Taymiyyah (conosciuto anche come Shaykh ul-Islam):

C'è un Hadith legato a un gruppo di persone che affermano che il Profeta [pace su di lui] disse dopo la battaglia di Tabuk: 'Siamo tornati dalla Jihad Asghar [jihad minore] alla Jihad Akbar [jihad maggiore].' Questo hadith non ha fonti, nessun'altro nel campo della Conoscenza Islamica lo ha mai narrato. Jihad against the disbelievers is the most noble of actions, and moreover it is the most important action for the sake of mankind.[8]

Ibn Hajar al-`Asqalani:

Questo detto è diffuso ed è un detto di Ibrahim ibn Ablah secondo Nisa'i in al-Kuna. Ghazali lo accenna nella Ihya' ed al-`Iraqi disse che Bayhaqi lo ricollega all'autorità di Jabir e disse: C'è debolezza in questa catena di trasmissione.[9]
Hajar al Asqalani, Tasdid al-qaws, see also Kashf al-Khafaa’ (no.1362)

Al Bayhaqi:

Questa catena di narrazione è debole. Ibn Hajr disse che questo era un detto di Ibraaheem bin Abee Ablah, un Taabi’ee, e non un Ahaadeeth del Messaggero (SAW). [10][11]
Hajar ibn al Asqalani ’Kashf al-Khafaa’ (no.1362)

Al Haakim:

I suoi hadith non sono affidabili.[12]

Abu Yala al Khalili:

Egli spesso altera, è molto debole e narra hadith sconosciuti. C'è anche un narratore, Yahyah bin Alulah, che è un noto bugiardo e creatore di hadith (Ahmed).[12]
Mashir al Ashwaq, Ibn Nuhad pg 1/31

Amru bin Ali an Nasai ed Ad Darqutni:

I suoi hadith sono rinnegati.[12]

Ibn Adi:

I suoi hadith sono falsi.[12]
Tahzeeb ut Tahzeeb 11/261-262

Abu Dahadbi:

Abdu Hatim disse che egli non è un narratore affidabile, Ibn Ma'een lo ha classificato come debole e Ad Daqatuni disse che egli è da trascurare.[12]

Mufti Zar Wali Khan (a cui è stato dato il titolo di Sheikh ul hadith) ha affermato nella sua "Dora Tafsir" che questo hadith è stato fabbricato da dei Sufi.

Hadith Collegati alla stessa Fonte

Un racconto simile preso dalla stessa fonte recita:

L'inchiostro dello studioso è più sacro del sangue del Martire.

Questo hadith è stato classificato come Maudu (Inventato), anche da parte della fonte originale.

Dott. Suhaib Hassan:

Riportato da al-Manjaniqi nella sua collezione di ahadith di più antichi narratori che a loro volta riportano da più recenti narratori, nell'autorità di al-Hasan al-Basri. Al-Khatib al-Baghdadi disse che è___ maudu come narrazione da parte del Profeta (s.a.w), ma è un'affermazione di al-Hasan al-Basri [Kashf al-Khafa, no. 2276].[10]

Shaikh Abdullah Faisal:

Collegato da Khateeb nella Storia di Baghdad 2/193. Egli disse anche che era un hadith inventato hadith.

Gli hadith inventati descritti sopra danno la preferenza al metodo della da'wah invece della Jihad per diffondere l'Islam. Comunque, il miglior modo per diffondere l'Islam è la Jihad e non la da'wah. Infatti il Santo Profeta (s.a.w) spese tredici anni a Makkah (alla Mecca) dando la da'wah e all'incirca solo un centinaio di persone abbracciarono l'Islam. Ma quando Egli (s.a.w) entrò a Makkah con il suo esercito e Shawka (potere) duemila persone professarono la Shahadah in un solo giorno.

I Mujahideen conquistano le terre e salvano l'intera popolazione dall'entrata nel fuoco dell'Inferno portando loro l'Islam. Questo risultato è di gran lunga maggiore rispetto a ciò che i libri possono fare.

Inoltre questo hadith inventato contraddice il Sacro Corano:

Surah An Nisa verso 95:

"Not equal are those of the believers who sit at home(except those who are disabled by injury or are blind or lame), and those who strive hard and fight in the Cause of Allah with their wealth and lives. Allah has preferred in grades those who strive hard and fight with their wealth and their lives above those who sit at home."[13]

Concetto del Minore vs Maggiore Jihad

In the Editors preface to Yusuf al ‘Uyayree's "Thawaabit ‘ala darb al Jihad" (Constants on The Path of Jihad), we find the following in reference to the concept of the 'greater jihad' being the inner struggle:

This is a very twisted concept of Jihad via Western propagation albeit it is true from a linguistic point of view. However, the overall Islamic connotation of Jihad is fighting for the sake of Allah (Jihad fe Sabeelillah). Before Islam, the word Salat was used by the Arabs; it meant supplication. But when Islam came, it changed the meaning of the word to the prayer we know of, although, linguistically it remains as supplication. The same is applied to Jihad. Before, it had nothing to do with fighting for the sake of Allah; and when Islam came, it became very apparent that Islam changed its meaning. One may argue that the Qur’an uses the word Jihad for ‘struggling’. This is true as we see this in many ayaat of Qur’an. However, like we said, the overall implication of Jihad has changed, but its linguistic meaning remains the same. For example, when the Prophet (sallallahu ‘alayhe wassallam) said: Narrated by Abu Huraira: Allah’s Messenger said: “Whosoever dies without participating in an expedition (Jihad) nor having the intention to do so, dies on a branch of hypocrisy.” Is he referring to an “inner struggle” here? Not at all.[14]

Ibn Baaz:

Question: Is Jihad in the way of Allah the same level regardless of whether it is with one's life, wealth , or supplication , even if somebody is cabable of the type that involves one's life?

Answer: There are different kinds of jihad - with one's self, wealth, supplication, teaching, giving guidance, or helping others in good in any form.The highest form of jihad, however, is with one's life (the intent here is not suicide, for that is forbidden in Islam), then comes Jihad with one's wealth and jihad with teaching and guidance, and in this way Da'wah is a form of jihad, but jihad with one's life is the highest form.[15]

Dr. Muhammad Amin:

Jihad of the self and Jihad by wealth, if they do not lead one to establish the Call of Truth, and to stand beside it, enjoining the right and forbidding the wrong, and contributing one's life and wealth in the Path of Allah, are deficient Jihads containing inadequacy. It is astonishing that the hour of testing and of severity, in which the feet are shaken and the heart reaches the throat, can be called the Hour of the Lesser Jihad, while the hours of safety and comfort in secure homes, in the midst of one's family and friends, can be called hours of the Greater Jihad! In the like of such appellations do the holders-back rejoice in their sitting behind from obeying the Messenger of Allah (salallaahu 'alayhee wa sallam) and his Companions (radiallaahu 'anhum)? Such people find contentment and comfort in this way, while in reality they only deceive their weak souls, for the true values of the deeds are entirely the opposite.[16]

Conclusion

The lesser versus greater jihad "hadith" and other similar narrations have been shown by Islamic scholars to be, not only weak, but false. They serve no purpose in Islamic law or thought, and contradict sahih hadith and the Qur'an itself. Therefore, this concept of a lesser and greater jihad has no validity within Islam. We leave you with the words of Professor David Cook:

In reading Muslim literature -- both contemporary and classical -- one can see that the evidence for the primacy of spiritual jihad is negligible. Today it is certain that no Muslim, writing in a non-Western language (such as Arabic, Persian, Urdu), would ever make claims that jihad is primarily nonviolent or has been superseded by the spiritual jihad. Such claims are made solely by Western scholars, primarily those who study Sufism and/or work in interfaith dialogue, and by Muslim apologists who are trying to present Islam in the most innocuous manner possible.[17]
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See Also

External Links

References

  1. Bernard Lewis, "The Crisis of Islam", chapter 2, 2001. 
  2. Fayd al-Qadir vol. 4, p. 511
  3. 3.0 3.1 3.2 Imam Abdullah Azzam, "Join the Caravan (p. 4)", Religioscope (originally from al-haqq.org), December 2001, http://www.religioscope.com/info/doc/jihad/azzam_caravan_1_foreword.htm. 
  4. Abu Khubayb and Abu Zubayr, "The Slandered Jihad (Refutation of Jihad Asghar)"
  5. Muzammil Siddiqi, "May People Act According to a Weak Hadith?", Islam Online, Fatwa Bank, September 27, 2003 (archived from the original), http://www.webcitation.org/query?url=https%3A%2F%2Fweb.archive.org%2Fweb%2F20061216005731%2Fhttp%3A%2F%2Fwww.islamonline.net%2Fservlet%2FSatellite%3Fpagename%3DIslamOnline-English-Ask_Scholar%2FFatwaE%2FFatwaE%26cid%3D1119503547442&date=2014-03-15. 
  6. Ibrahim B. Syed, "52 Weak Ahadith", Islamic Research Foundation International, accessed November 20, 2011 (archived), http://www.irfi.org/articles/articles_251_300/52_weak_ahadith.htm. 
  7. Imam Abdullah Azzam, "Join the Caravan: Conclusion", Religioscope (originally from al-haqq.org), December 2001 (archived), http://www.religioscope.com/info/doc/jihad/azzam_caravan_6_conclusion.htm. 
  8. Ibn Taymiyyah, "Al Furqan", pp. 44-45
  9. Shaykh Hisham Kabbani, "Jihad Al Akbar", As-Sunnah Foundation of America, (from: "Islamic Beliefs and Doctrine According to Ahl al-Sunna: A Repudiation of "Salafi" Innovations"), accessed November 20, 2011 (archived), http://www.sunnah.org/tasawwuf/jihad004.html. 
  10. 10.0 10.1 Dr. Suhaib Hassan, "The Science of Hadith", TheReligionIslam, accessed November 20, 2011 (archived), http://www.thereligionislam.com/islamicideology/scienceofhadith.htm. 
  11. "Be Aware - Da'eef (weak), mawdoo’ (fabricated) hadeeth", World of Islam Portal, May 10, 2008 (archived), http://islam.worldofislam.info/index.php?option=com_content&view=article&id=729:qwe-have-returned-from-the-lesser-jihad-to-the-greater-jihad-jihad-un-nafs-jihad-ul-akbarq&catid=129&Itemid=63. 
  12. 12.0 12.1 12.2 12.3 12.4 Imam Abdullah Azzam, "Join the Caravan (p. 27)", Religioscope (originally from al-haqq.org), December 2001, http://www.religioscope.com/info/doc/jihad/azzam_caravan_1_foreword.htm. 
  13. Shaikh Abdullah Faisal, "100 Fabricated Hadiths", Darul Islam Publishers, 2000 (archived), http://www.missionislam.com/knowledge/books/100FabricatedHadith.pdf. 
  14. Shaykh al Uyayree - Constants in the Path of Jihad - Lecture series delivered by Imam Anwar al Awlaki, transcribed and edited by Mujahid Fe Sabeelillah
  15. Shaykh Abdul-Azeez Bin Baaz, Fatawa Islamiyah, Vol 8, p.24
  16. Dr. Muhammad Amin, Path of Islamic Propagation
  17. David Cook, "Understanding Jihad", University of California Press, pp. 165-6, ISBN 978-0-520-93187-9, 2005 (archived), http://www.jstor.org/stable/10.1525/j.ctt1ppjtw.